Vengono etichettati, sin dal loro arrivo, come CLANDESTINI. Diverrà il loro nome, il loro documento, la loro etichetta stampata sulla pelle. Da quel momento, inizia una slavina di difficoltà e incomprensioni, che non potevano immaginare prima della loro difficoltosa ed esasperata partenza. Repressi in modo brutale, vengono rinchiusi dentro veri e propri campi di concentramento pur non avendo commesso alcun reato. Ma clandestino NON è solo un sinonimo volgare e presuntuoso che etichetta l'IMMIGRATO "irregolare". Il clandestino è l'OPERAIO che esce da casa la mattina presto e non sa se torna. Clandestino è il CLOCHARD, l'invisibile snobbato e scacciato da tutti i "benpensanti". Clandestini sono gli STUDENTI e RICERCATORI PRECARI che vedono perdere il loro diritto allo studio. Clandestini sono tutta quella galassia di GIOVANI che vagano per le città senza una meta. Clandestini sono gli SFRATTATI, Clandestina è la NATURA. Clandestini sono gli ANZIANI sempre più abbandonati e i BAMBINI lasciati senza i loro diritti fondamentali. Clandestine sono le DONNE maltrattate e umiliate, i GAY, LESBICHE e TRANSGENDER le MINORANZE e le PROSTITUTE. Clandestini sono tutti i POVERI, UMILIATI, DESOLATI, MALNUTRITI e SCHIAVIZZATI, INCATENATI e SOFFERENTI.
La precarietà e la povertà portano spesso allo scontro queste simili realtà che nascono dal basso. Realtà semplici, umane, e uguali nelle loro diversità. Sanno della loro somiglianza perchè lottano, piangono, sorridono e soffrono insieme. Succede che dall'alto, attraverso messaggi subdoli e maliziosi, creano quella barriera guerrafondaia che mette tutti contro tutti. A causa di politiche razziste e xenofobe, per la loro sopravvivenza, sono sempre costretti a campare ai margini della legalità.
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L'Obiettivo:
E' quello di diffondere la parola degli ultimi, di quei gruppi e individui più vulnerabili che non hanno importanza per la nostra società. Coloro che non hanno la possibilità di dire la loro perché emarginati dalle maggioranze e non aventi i diritti universali che ogni essere umano dovrebbe avere. L’obiettivo è far uscire dal sonno tantissime persone richiuse nell’indifferenza e dall’individualismo sfrenato che accompagna la maggior parte dei giovani del XXI secolo. Vivere esperienze con la propria pelle è l’unico modo per crescere, maturare, stare in pace con se stessi e con gli altri. Bisogna una volta per tutte aprire la campana di vetro che è nelle nostre menti ed accettare qualsiasi tipo di diversità, perché solo facendo esperienze e parlando con la gente “diversa” si può capire veramente chi siamo.Non dobbiamo aver paura del confronto e della diversità. Bisogna aprire le porte, le nostre facoltà intellettive, i nostri cuori... perchè siamo tutti uomini e non buste di carta da gettare e da raccogliere quando vogliamo. Una politica basata sulla solidarietà, sull’accoglienza e soprattutto sulla trasparenza è fondamentale per la sicurezza di TUTTI. Perché, la tanto citata sicurezza, è un diritto di TUTTI e non un privilegio di pochi.