MA LA LEGGE VALE ANCHE PER LA CASTA?

La parola passa direttamente a Giulia Ruggeri, moglie di Leonida Maria Tucci:



A proposito dell’assassinio di Leonida Maria Tucci al Senato della Repubblica e al Tribunale del Lavoro di Roma, di cui questo blog si è già occupato (comunque, per saperne di più: https://www.facebook.com/pages/Leonida-Maria-Tucci-il-coraggio-di-denunciare/105574276141033), occorre dire -per far capire bene, ripercorrendolo, quello che è stato l’andamento, il dipanarsi, lo sviluppo dei fatti- che la giudice di 1° grado, Angela Coluccio, fino ad un certo punto, si è comportata correttamente, secondo legge. 

Noi presentiamo la prima causa ad aprile del 2009. Lei fissa la prima udienza a maggio 2010. Noi presentiamo istanza di anticipazione e lei l'accoglie, fissando l'udienza a marzo 2010. In occasione della prima udienza, il 24 marzo del 2010 (dunque dopo aver avuto tutto il tempo, quasi un anno, per studiarsi la causa), lei rigetta le eccezioni sollevate dalla mafia tra cui proprio quella del difetto di legittimazione passiva, accoglie i nostri capitoli di prova, ammette le prove testimoniali e fissa la seconda udienza il 23 febbraio del 2011. 

Ad aprile 2010 noi presentiamo la seconda causa. Lei fissa la prima udienza nello stesso giorno della seconda udienza della prima causa. A giugno 2010 noi presentiamo istanza di anticipazione ma lei afferma di non poterla accogliere perché la seconda causa è complessa e impegnativa e lei deve studiarsela. Aggiunge che, casomai, fisserà le udienze a distanza più ravvicinata. Ma fa comunque capire di non avere alcuna intenzione di accorpare le due cause. E' qui che accade qualcosa. 

Nel periodo giugno 2010-febbraio 2011, prima che avessero luogo le prove testimoniali della prima causa, delle quali evidentemente la mafia aveva il terrore (perché avrebbero scolpito, blindato la verità, rendendola irreversibile e, perciò, insuperabile). Infatti la giudice Angela Coluccio, il 23 febbraio del 2011, fa retromarcia, smentisce se stessa e le sue stesse decisioni, accorpa le due cause e revoca le prove testimoniali. Infine, nella sentenza, accoglie quell'eccezione del difetto di legittimazione passiva che lei stessa aveva respinto il 24 marzo del 2010. 

La domanda è: cosa è cambiato nel periodo giugno 2010-febbraio 2011? Cosa è successo? Cosa è intervenuto? 

Ancora: la giudice Angela Coluccio risponda a queste domande: perché nell'udienza del 24 marzo 2010, dopo aver avuto un anno di tempo per studiarsi la prima causa (da noi presentata ad aprile del 2009), decideva da un lato di respingere l'eccezione del difetto di legittimazione passiva, avanzata dagli avvocati dei carnefici di Leonida, e dall'altro di ammettere le prove testimoniali? 

Se non si era studiata la causa, e quindi era a digiuno, all'oscuro di tutta la materia, come ha fatto a prendere decisioni così importanti? 

Se invece il ricorso se l'era studiato, e quindi quelle decisioni le ha prese con cognizione di causa, perché poi, nell'udienza del 23 febbraio 2011, ha smentito se stessa, ha fatto una vera e propria giravolta, ha revocato le prove testimoniali -da lei medesima ammesse- e ha fatto diventare quell'eccezione -che aveva respinto- addirittura motivo di sentenza? 

Fatto sta che la giudice Angela Coluccio, garantendo ai gruppi parlamentari di AN e del PDL la scappatoia del cosiddetto “difetto di legittimazione passiva” (tradotto: con la fine della legislatura, i gruppi parlamentari sono sollevati da ogni responsabilità e obbligazione), e facendolo contra factum e contra legem, e sollevando, ancora più incredibilmente, da ogni responsabilità i rappresentanti legali dei gruppi parlamentari di AN e del PDL, ossia i presidenti, coloro che hanno agito in nome e per conto di tali gruppi, ha legittimato il far west all’interno degli stessi gruppi parlamentari. 

Ha negato il principio costituzionale d’uguaglianza. 
Ha affermato che esistono lavoratori di serie Z, privi di qualsivoglia diritto. Ha statuito la totale intoccabilità, l’assoluta impunità della casta. 
Ha sancito che la casta è al di sopra della legge; che la legge, per la casta, non vale; che la casta può violare, stuprare selvaggiamente la legge e calpestare i diritti dei lavoratori a proprio piacimento, senza minimamente essere tenuta a risponderne. 

Tutto questo, ovviamente, è accaduto nel silenzio complice, colluso, connivente degli organi di non-informazione. 

Epperò, in questo incubo, in questo calvario, in questa via crucis, abbiamo registrato anche una bella notizia, da qualunque punto la si guardi: il Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti della giudice Angela Coluccio (quella che -repetita iuvant-, anziché fare giustizia, ha preferito dichiarare intoccabile e impunibile la casta, emettendo una sentenza di 1° grado fuorilegge, che ha assassinato Leonida Maria Tucci per la seconda volta e ha salvato i suoi carnefici, tanto che, nei confronti di tale giudice, abbiamo anche presentato un esposto allo stesso Csm), all'esito del quale prima l'ha sospesa e poi l'ha trasferita dalla Sezione Lavoro all'area diritti immobiliari, ad occuparsi di bagatelle, anziché della vita delle persone, dei lavoratori, dei padri di famiglia!!! 

Si tratta di una notizia che, nel confermare la giustezza della nostra lotta per il ripristino della legalità violata, conferisce ad essa ancora più valore, ancora più forza. E si tratta -non v’è chi non lo veda- di una notizia-“bomba”, che ovviamente -manco a dirlo- i grandi media di regime, le tv e i giornali nazionali, si sono ben guardati dal rendere nota. 
Peggio per loro. 

Noi continueremo -con rinnovato impegno, con rinnovato vigore- nella nostra denuncia e nella nostra battaglia per il pieno riconoscimento e la totale affermazione della verità, della giustizia e della dignità dell’uomo e del lavoratore Leonida. Ora più che mai, avanti tutta!!! 

Anche perché, il 24 settembre, è fissata la seconda udienza d’appello, con la discussione orale della madre di tutte le cause, quella -appunto- sull’assassinio di Leonida Maria Tucci al Senato della Repubblica e nell’aula di (in)giustizia di 1° grado del Tribunale Ordinario Civile di Roma, Sezione Lavoro. 

E allora è bene fare una sorta di riepilogo: a Leonida Maria Tucci è sempre stato fatto fare il giornalista, ma non è stato mai pagato come giornalista, bensì sottopagato con stipendi da fame e perciò sfruttato, anche in relazione alle ore lavorate. E’ legale? 

Per alcuni periodi Leonida Maria Tucci ha lavorato in nero, per i restanti gli sono stati fatti ben 16 fittizi Co.co.co., volti chiaramente a celare l’effettiva natura subordinata del rapporto di lavoro. Per una vita, dunque, per volontà datoriale, Leonida Maria Tucci ha lavorato senza essere regolarizzato. E’ legale? 

Leonida Maria Tucci è stato mobbizzato con ferocia e crudeltà per una vita, con tanto di dequalificazione e demansionamento professionali gravissimi, fino a farlo ammalare gravemente. E’ legale?

Leonida Maria Tucci è stato assunto a tempo indeterminato a Camere sciolte. Chi lo ha assunto? 

Leonida Maria Tucci è stato licenziato per ben due volte nel giro di circa sei mesi, in maniera discriminatoria e ritorsiva, senza neanche uno straccio di lettera di licenziamento. E’ legale? 

E’ legale ed è costituzionale che un lavoratore di un gruppo parlamentare, per il solo fatto di essere tale, abbia meno diritti, anzi nessun diritto, rispetto a tutti gli altri lavoratori? Ma se l’illegalità la commette la casta, è legale? 

Gli intoccabili, gli impunibili esistono? A tutti questi quesiti, rimasti del tutto inevasi in 1° grado, attendiamo delle risposte da parte dei tre magistrati della Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, che compongono il collegio giudicante cui è stata assegnata la madre di tutte le cause. Questi giudici, che si chiamano Glauco Zaccardi (è il relatore della causa), Amelia Torrice (è il presidente del collegio) e Tiziana Orrù (è il consigliere), sono chiamati a scegliere da che parte stare: o con la legge o con la casta ladra e assassina.

Giulia Ruggeri

per saperne di più:

4 commenti:

  1. Grandissima Giulia, moglie e madre coraggio!!!!! Chiediamo, tutti insieme, ai giudici dell'appello VERITA', GIUSTIZIA E DIGNITA' PER L'UOMO E PER IL LAVORATORE LEONIDA MARIA TUCCI!!!!!
    E complimenti ad Andrea Onori, che ancora una volta ha dimostrato di essere un uomo con la schiena dritta, mai in ginocchio di fronte al potere (pre)potente e assassino!!!!!

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  2. Articolo e titolo perfetti! Bravissima leonessa Giulia e onore ad Andrea Onori, che conferma di essere uomo vero, dotato di palle, di attributi, altro che certi rivoluzionari con l'Imodium in tasca!
    Ora, tutti insieme, aspettiamo al varco i giudici della Corte d'Appello, che devono dare a tutti noi ormai, e non più solo a questa famiglia, delle risposte chiare e inequivocabili, riaffermando il principio sacro ed intangibile dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura dal potere politico (principio violentato, stuprato dalla giudice Angela Coluccio!), cancellando la pornografica sentenza di 1° grado della giudice Angela Coluccio e applicando la legge, che è una ed è uguale per tutti.
    In modo che il martire del lavoro Leonida Maria Tucci non solo ottenga verità, giustizia e dignità, ma le ottenga in maniera esemplare, attraverso una condanna dei suoi carnefici, dei suoi aguzzini, dei suoi torturatori, dei suoi persecutori, dei suoi boia, dei suoi assassini, che sia per essi di monito, un monito alto, chiaro e forte!

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  3. balest renato3 luglio 2013 08:13

    Lo sia in nome di Dio e della dignità umana! Che questi reietti, presuntuosi ed intoccabili paghino di fronte all'umanità.

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