RDC, militari accusati di stupro di massa


Sette soldati e un comandante dell'esercito della Repubblica Democratica del Congo (RDC) sono stati arrestati per il coinvolgimento in uno stupro di massa a Fizi, nella provincia del Sud-Kivu. Cinquanta donne hanno riferito di essere state violentate nella sola notte del 1 ° gennaio di quest'anno.

Le atrocità sarebbero state commesse dopo che un soldato ubriaco ha tirato fuori una pistola contro un civile. "Il ragazzo è stato portato in ospedale e dopo qualche giorno è morto" dice una testimone. La gente, si è accanita contro il soldato e i militari per ripicca "hanno cominciato a saccheggiare il villaggio, a saccheggiare i negozi e violentare le donne."

Un portavoce di Medici Senza Frontiere (MSF) nel Sud Kivu ha raccontato che una donna è stata trattenuta con le corde e picchiata con calci di fucile, tutto sotto gli occhi dei loro figli.

Il tenente colonnello, Kibibi Mutware, è stato identificato da alcune vittime e dei testimoni, come il comandante dei soldati che avrebbe commesso e ordinato lo stupro di massa. L'ONU ha dichiarato che il numero delle vittime è ancora incerto, si aspetta il rientro di tutti gli abitanti che sono stati costretti a fuggire durante il massacro.

Amnesty International ha detto che gli eventi di Fizi "sono un altro esempio lampante delle conseguenze dell'impunità che godono le forze armate congolesi". Questo lasciar passare come nulla fosse, aumenta e legittima le atrocità commesse dai militari. "Il più delle volte le indagini nella RDC non sono mai portato a termine", ha detto Amnesty.

Andrea Onori

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