I problemi migratori della Costa d’Avorio

Secondo gli esperti, la Costa D'Avorio, entro la fine del 2010, vedrà un calo fino al 11,2 per cento di migranti. La relazione dell’Oim (l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) mostra che, nonostante gli immigrati rappresentavano il 12,3% della popolazione nel 2005 (2,2 milioni di persone), la cifra dovrebbe scendere al 11,2% di quest’anno. “Gli Immigrati della Costa d’Avorio che lavorano illegalmente vengono impiegati anche in alcuni settori delle economie informali di accoglienza, come l'agricoltura” afferma il rapporto.

Il Paese aveva sperimentato una crescita annua del tasso di immigrazione dopo l’indipendenza nel 1960 con il suo primo presidente, Felix Houphouet-Boigny. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica si era passati dal 1,8 % al 4,4 %.

Poi, si è incominciato a scendere di 0,3%, a causa degli eventi del 2002 che ha anche portato ad un aumento dei flussi migratori fuori dal paese. Fra il 2002 e il 2004 è divampata la guerra civile tra i ribelli del Nord che accusavano il presidente Gbagbo di essere un dittatore. Solo il 4 marzo 2007 è stata firmata la pace.

Oggi, 20 milioni di persone vivono in estrema povertà, con meno di 1,25 dollari al giorno e questi, sono alcuni dei fattori che hanno influito sul calo dell’immigrazione. Nonostante la gravissima povertà, la Costa d’Avorio, si colloca tra i paesi economicamente più prosperosi dell’Africa. Esporta in tutto il mondo, il caffè, semi di Cacao, olio di Palma, banane e ananas. Un altro settore di notevole spessore, dal 1977, è quello manifatturiero, grazie alla scoperta di una grande quantità di petrolio.

Secondo la relazione, la Costa d'Avorio, per quanto riguarda l’emigrazione, soffre della fuga dei cervelli, che colpisce in particolare il personale medico. La crisi ivoriana del 2002 ha provocato movimenti di rifugiati nella regione e in tutto il mondo. Nel 2008, il numero dei rifugiati è stato stimato a circa 22.000, il 66 % vive in paesi africani e il 25% in Europa. All’interno della relazione si legge che lo stato dell'Africa occidentale non ha ancora elaborato i meccanismi per regolare le partenze e ritorni.

Onori Andrea

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